Tennistavolo
L’impulso principale viene da Giacomo Capiluppi, al tempo allenatore delle squadre giovanili di calcio, il quale propone ai suoi ragazzi, che trascorrevano i pomeriggi all'oratorio a sfidarsi a ping-pong, di partecipare ai tornei provinciali organizzati dal CSI.
I primi anni, davanti a coetanei tecnicamente e tatticamente molto più allenati, costringono i giovani ragazzi della U.S. Virtus a confrontarsi con una realtà agonistica ben diversa dal clima amichevole e rilassato dell’oratorio ma essi non si scoraggiano e anzi approfittano dei vari tornei provinciali per rubare trucchi, segreti e colpi ai giocatori appartenenti ai settori giovanili più forti di allora, cioè Poviglio, Cadelbosco Sopra e Casalgrande.
Il CSI organizza pochi tornei nel periodo invernale, tra cui spiccano il torneo provinciale di singolare, che si svolge in una sola giornata, all’interno della palestra dell'ITIS, e quello provinciale a squadre, strutturato come un vero e proprio campionato, con squadre suddivise in gironi e sfide infrasettimanali con gare di andata e ritorno.
Per il resto un paio di tornei organizzati da società "periferiche" quali Cadelbosco, Budrio, Casalgrande, Poviglio servono a completare il quadro dell'attività pongistica.
Dopo 3 anni di presenza costante nell'attività provinciale del tennistavolo del CSI, nel 1989 la società si accolla l'onere di organizzare a Bagnolo in Piano, nella prestigiosa cornice de Palazzetto dello Sport, l'allora unico torneo provinciale di doppio, suddiviso in varie categorie, impegno mantenuto con successo fino al 1994.
Dopo l’entusiasmo dei primi tempi, il numeroso gruppo di ragazzi che avevano cominciato la pratica pongistica si riduce gradualmente, fino a ridursi ai tre soli elementi effettivamente in grado di farsi valere in ambito provinciale e regionale: Bigi Marcello, Paoli Roberto e Franceschi Giuseppe.
Nel 1991/92 la squadra decide di compiere il grande passo iscrivendosi al campionato regionale di Serie D/2 organizzato dalla FITeT: stavolta i nostri ragazzi non pagano lo scotto del primo anno e, battendo squadre di Parma e Modena ben più organizzate ed esperte, vincono il campionato al primo tentativo e ottengono la promozione nel campionato superiore di D1.
In quello stesso anno la U.S. Virtus aveva provveduto alla ristrutturazione degli spogliatoi del campo sportivo, prevedendo sopra gli stessi la costruzione di una sala polivalente che sarebbe poi diventata la sede di gioco ufficiale del tennistavolo.
Inoltre, in seguito all’affiliazione alla FITeT, la società ottiene dalla Federazione stessa la collaborazione continuativa di un'allenatrice qualificata la quale, insegnando metodi di allenamento più professionali, contribuisce in maniera significativa a far fare il definitivo salto di qualità alla società, abbandonando definitivamente la pratica amatoriale del ping-pong per quella del tennistavolo vero e proprio.
La squadra rimane nel campionato di D1 per alcuni anni, grazie soprattutto all'apporto di Bigi il quale, grazie alle notevoli capacità dimostrate, nel 1994 viene contattato dall'Arsenal Cadelbosco per giocare in C/2.
In seguito alla sua partenza la squadra della U.S. Virtus rimane nelle mani di Franceschi e Paoli i quali riescono comunque ad allestire una squadra competitiva grazie all’arrivo di atleti (Maccaferri, Campanini e Degani) provenienti da altri comuni.
La squadra, una volta conquistata la promozione in C/2, vive alcuni campionati un pò sofferti, passando attraverso una retrocessione ed un successivo ripescaggio, fino a quando, nella stagione 1998/1999, in seguito all’abbandono dell’attività di Franceschi, il solo Paoli, assieme al giovane Pagani, non può bastare a garantirne la sopravvivenza.
E’ la fine della sezione Tennistavolo della U.S. Virtus: il mancato rinnovo generazionale, vanifica i presupposti alla base dell’impegno profuso fino ad allora, cioè l’intenzione di far giocare al meglio delle loro possibilità i ragazzi del paese che volevano avvicinarsi al tennistavolo.
All’inizio della stagione 1999/2000, Paoli Roberto si stacca a malincuore dalla società per dar vita con altri atleti alla REGGIANA TENNISTAVOLO la quale, assieme alla neonata TENNISTAVOLO REGGIO EMILIA sorta dalle ceneri dell'Arsenal Cadelbosco (che nel frattempo ha raggiunto la Serie A) entra in un progetto di più ampio respiro, che prevede una sede comune a Reggio Emilia (in P.zza Scapinelli) dotata di sei tavoli fissi e servizi con docce e spogliatoi.
Dall'inizio dell'attività fino allo scioglimento della squadra, i ragazzi di Bagnolo avevano comunque conquistato più volte tutti i titoli provinciali CSI, continuando ad affermarsi a livello regionale e nazionale anche una volta passati alla sola attività federale, sia individualmente che con la squadra di appartenenza.








